“Il terreno ormai è povero e la produttività è scarsa…”
“Faccio quello che ho sempre fatto, ho concimato, trattato le piante… ma il raccolto non è più quello di una volta,”
“Sono preoccupato perché piante e fiori si ammalano sempre di più e sono sempre meno resistenti alla siccità”
È quello che ci dicono ogni giorno aziende agricole e viticoltori di Verona e provincia, stanchi di un suolo che “non produce più come una volta”, sempre più impoverito e meno fertile.

La soluzione per fortuna c’è

Non si tratta di un concime qualunque, e avrai inclusi:


Per loro natura i terreni agricoli tendono a perdere fertilità e produttività nel tempo, soprattutto quando vengono gestiti con pratiche intensive e con un utilizzo continuo di concimi e trattamenti.
Le condizioni climatiche degli ultimi anni, con siccità e temperature sempre più elevate, non hanno fatto altro che accentuare il problema.
Spesso basta una stagione particolarmente difficile per compromettere il lavoro fatto negli anni.
Negli anni il terreno perde vitalità e diventa sempre meno reattivo. Anche se continui a concimare, il suolo non riesce più a trasformare e rendere disponibili i nutrienti, perché ha perso la sua vitalità biologica.
Sempre più spesso si produce meno quantità rispetto al passato e con qualità inferiore. Anche a parità di trattamenti, le rese diminuiscono e diventa sempre più difficile ottenere risultati stabili stagione dopo stagione.
Anche aumentando gli interventi, il terreno risponde sempre meno perché non è più in grado di assorbire correttamente ciò che riceve. Continui a spendere soldi senza ottenere miglioramenti reali in resa e qualità.
Negli ultimi anni il caldo arriva prima e colpisce con maggiore intensità. Le alte temperature e la mancanza di acqua mettono sotto stress le colture, soprattutto quando il terreno non è in grado di trattenere umidità e supportare le piante nei momenti critici.
Gli eccessi di piovosità e i ritorni di freddo sono sempre più frequenti, causano grandi stress alle piante, soprattutto quando il terreno non è in grado di gestire la quantità d’acqua che arriva in eccesso.
Quando il terreno perde vitalità, le piante diventano più deboli e meno resistenti. Questo le rende sempre più esposte a malattie e attacchi parassitari, che tendono ad aumentare nel tempo e a diventare sempre più difficili da gestire.
Anche aumentando concimi e interventi, il suolo non risponde più come prima, rendendo complicato ottenere risultati stabili e prevedibili.
Sempre più spesso le piante producono meno o non riescono a portare a maturazione frutti di qualità.
Anche quando la produzione c’è, non è più della stessa qualità: questo porta a perdite in raccolta e soprattutto in post-raccolta, dove si può arrivare a perdere anche il 30% del prodotto perché non resiste alla conservazione per il tempo necessario.
La testimonianza di Daniele Piccinin

La testimonianza di Marco Mainente

Inclusi avrai:
A complicare le cose c’è una realtà che molti ancora non conoscono: il Regolamento Europeo sul Ripristino della Natura impone agli Stati membri di migliorare la salute dei suoli agricoli entro il 2030.
Questo significa che continuare ad affidarsi solo a concimi chimici e trattamenti tradizionali non sarà più sufficiente, né agronomicamente, né normativamente.
Chi non inizia oggi a rigenerare il proprio suolo, domani si troverà indietro.


Il Kit di Rigenerazione del Suolo Biozeta, grazie al suo approccio basato sulla microbiologia del suolo, interviene direttamente sulla vitalità del terreno e permette di ripristinare la capacità del suolo di assorbire e sostenere le colture, anche quando i concimi non funzionano più al meglio.




Le testimonianze raccolte in fiera

Interviene sulla causa, non sui sintomi, riportando vita al terreno e rendendolo nuovamente attivo e reattivo.
La riattivazione della microbiologia del suolo permette al terreno di tornare ad assorbire ciò che riceve, riducendo sprechi e migliorando l’efficacia di ogni intervento.
Questo permette di ottenere produzioni più stabili nel tempo, sia in quantità che in qualità, riducendo i cali e le variazioni tra una stagione e l’altra.
Un suolo attivo e microbiologicamente sano aiuta le piante a gestire meglio gli stress ambientali, aumentando del 50% la resistenza delle piante alle alte temperature ed allo stress idrico.
Un suolo attivo e microbiologicamente sano garantisce una radice più tonica ed efficiente. Questo protegge le colture dall’asfissia causata dall’acqua in eccesso e dagli abbassamenti termici improvvisi, garantendo la continuità dell’attività vegetativa.
Un terreno di nuovo fertile “lavora da solo” e si spende meno in concimi e trattamenti. Inoltre c’è un minor impatto dell’agricoltura sull’ambiente e quindi sulla nostra salute.
Anche in situazioni dove concimi e trattamenti non hanno dato benefici, il protocollo Biozeta continua a funzionare perché agisce sulla microbiologia.
È in grado di ripristinare le condizioni necessarie affinché il terreno torni a rispondere positivamente anche dopo anni di interventi inefficaci.
La filosofia di Biozeta

Rispondi a 3 domande e lasciaci i tuoi dati: ti ricontattiamo entro 24 ore.